Oggi sabato 28 febbraio, a Roma, Antonio Sferragatta ha ricevuto una benemerenza prestigiosa per la preziosa attività svolta a favore del calcio giovanile. Un riconoscimento che non è soltanto un premio formale, ma il sigillo su una storia fatta di passione, dedizione e amore autentico per lo sport e per i giovani. La storia di Antonio è una storia che comincia nel 1982, quando arriva in Carnia. Da quel momento inizia un percorso che si intreccia indissolubilmente con il territorio, con la sua gente e con il calcio. Prima da giocatore, vivendo il campo con l’entusiasmo e il sacrificio che solo chi ama davvero questo sport conosce. Poi, nel 1994, il passaggio decisivo: l’ingresso nell’organigramma societario come dirigente. Ed è proprio da lì che prende forma la sua opera più grande. Dal 1994 in poi Antonio ha messo a disposizione della società le sue straordinarie doti organizzative, la sua capacità di guardare oltre, di essere aperto al cambiamento, anzi, di anticiparlo. In un mondo sportivo in continua evoluzione, ha saputo leggere i segnali, comprendere le trasformazioni sociali e culturali, e adattare la struttura del club con intelligenza e lungimiranza. Il suo lavoro nel settore giovanile, insieme ai collaboratori che hanno condiviso la sua visione e creduto nelle sue idee, ha portato l’ASD Cavazzo a una crescita esponenziale. Sono arrivate vittorie, certo. Ma i trofei, per quanto importanti, raccontano solo una parte della storia. Il vero capolavoro di Antonio è stato costruire un settore giovanile che oggi è un autentico fiore all’occhiello del territorio: non solo della realtà montana, ma di tutto l’Alto Friuli. Un vivaio che non forma soltanto calciatori, ma persone. Ragazzi che imparano il valore del rispetto, del sacrificio, del lavoro di squadra. Giovani che trovano nello sport un punto di riferimento, una guida, una comunità. Perché il merito più grande di Antonio non è soltanto organizzativo o gestionale. È umano. Chi lo conosce sa che dietro ogni decisione c’è sempre stata attenzione, equilibrio, capacità di ascolto. Ha saputo unire, motivare, creare un ambiente in cui ciascuno potesse sentirsi parte di qualcosa di importante. La sua leadership non è mai stata imposta, ma conquistata giorno dopo giorno, con coerenza e credibilità. Questa benemerenza rappresenta il riconoscimento di un percorso lungo oltre trent’anni, fatto di presenza costante, di impegno silenzioso e di una passione che non si è mai affievolita. È il premio a un uomo che ha dedicato tempo, energie e cuore alla crescita dei giovani e alla valorizzazione del territorio. Antonio Sferragatta non ha semplicemente contribuito al calcio giovanile: lo ha fatto crescere, lo ha reso modello, lo ha trasformato in una casa per generazioni di ragazzi. Oggi, a Roma, è stato celebrato ufficialmente. Ma il suo vero premio è già scritto negli occhi dei giovani che hanno indossato quella maglia, nelle famiglie che hanno trovato un ambiente sano e accogliente, nella comunità che oggi può dire con orgoglio di avere un settore giovanile di eccellenza. Persona straordinaria, dirigente lungimirante, uomo di valori: grazie, Antonio. Questo riconoscimento è meritato. Ed è solo un capitolo di una storia che continuerà ancora a ispirare.
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